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Storia della polizia locale murese dal 1789 al 1961

Il corpo della Polizia locale a Muro Lucano ha una storia che Lillino Carlucci ha sentito il bisogno di raccontare: e la racconta oggi come attuale vigile urbano appassionato di tradizioni e ricerche, di foto e di unlocandina passato che ancora appartiene a tutta la comunità; ha così trovato il tempo di cercare reperti, documenti e immagini che ne raccontassero la storia. Il libro ha una dedica speciale, quella al padre anch’egli vigile urbano che ha trasmesso quei valori di rispetto e amore per il corpo che oggi Lillino sente e vive nella sua professione.
Il libro si apre con una breve introduzione storica di Muro Lucano, fino ad aprire col primo capitolo che narra le origini invece storiche del corpo di polizia municipale. La lettura del libro non si presenta mai noiosa nella sua essenzialità, poiché si intravede nella scrittura il desiderio dell’autore di rendere partecipe il lettore sin dalle primissime battute; si sa che i libri soprattutto storici non accolgono un pubblico variegato bensì un pubblico che deve decidere di acquistare un libro storico, ma la sobrietà e l’essenzialità dell’autore fanno si che il lettore non si annoi mai, intervallando al racconto, delle foto, dando viva rappresentazione della persona di cui si parla, dando forma e sostanza al personaggio che non è naturalmente frutto della fantasia bensì appartenente ad una storia che fù, regalando specie ai suoi concittadini stralci di ricordi.

Uno sguardo al passato dunque necessario come lo stesso autore anticipa per approfondire le ragioni storiche dell’operare e delineare l’identità sociale e morale di un “Corpo” che si riconosce protagonista di mutevoli vicende di solidarietà umana e di giustizia.
Così entra nei dettagli anticipando qualche notizia storica che riguarda proprio la storia della polizia municipale. Le prime forme organizzate di Polizia Urbana si possono far risalire addirittura all’epoca dei romani, ai tempi dell’Imperatore Cesare Augusto nel 29 d.c.,
In un primo excursus di informazioni si arriverà quindi al XX secolo, importante è il 1861, anno in cui avvenuta l’annessione delle province meridionali al Regno di Sardegna proclamato “d’Italia” nella prima seduta del nuovo Parlamento Nazionale, tenuto a Torino l’8 febbraio 1861, molti Consigli Comunali di tutta Italia cominciano a pareggiare diritti e doveri di tutte le amministrazioni cittadine relativamente alle leggi comunali, provinciali e alla legge sarda n. 3702 del 23 ottobre 1859.
Quindi deliberano la formazione di drappelli e di Corpi di Guardie Municipali, con il compito di prevenire e reprimere i reati, far osservare i regolamenti e le ordinanze delle Autorità di Polizia Urbana, di igiene, di sanità pubblica e di edilizia, e di attendere all’adempimento di tutti gli incarichi d’interesse locale, affidati agli agenti di Polizia Statale. E questo è ciò che accade nel Regno d’Italia. Tra l’altro risale al 1937 anno in cui l’esigenza di far seguire i regolamenti municipali le amministrazioni civiche costituirono i corpi delle Guardie dei Comuni che presero il nome di vigili urbani. La storia dettagliata della polizia di Muro Lucano ha invece delle lacune dovute alla mancanza di una documentazione che trova in realtà dei riscontri documentabili a partite dal 1888. La storia dunque ripercorre le delibere e gli articoli che hanno regolamentato la polizia di Muro con le varie assunzioni di persone che sono diventati memoria storica del corpo.
Soltanto nei primi anni del 1900 si hanno le prime testimonianze della denominazione di “Vigile Urbano”, un termine che gli stessi operatori usano con orgoglio perché considerato più rispondente ai propri compiti ed al proprio ruolo istituzionale.
Anche se per avere una vera e propria legge interamente dedicata alla Polizia Municipale bisognerà aspettare ancora molti anni, fino al 1986, andando a spulciare nelle attività ministeriali si può notare che fin da tempi assai remoti si è registrato un certo interesse nei confronti delle Polizie Locali, viste, un po’ come succede ai giorninostri, come una potenziale risposta alla voglia di sicurezza da parte della cittadinanza, a fronte di una carenza di personale dello Stato.
Così chiedo all’autore:
– “Perché fermarsi a quella data 1961… c’è una ragione o pensi di fare il secondo volume?”
– “…Il secondo volume dici?… chissà… quando andrò in pensione, forse! Da quella data i ricordi sono mano a mano più nitidi. Dovevo parlare prima di mio padre e poi di me… dei miei colleghi, qualcuno passato a miglior vita, altri per fortuna ancora no. No, non pensavo e non lo penso ancora oggi di fare un secondo volume…….per la verità, manco il primo pensavo di pubblicare, era una cosa mia, che tenevo per me, fino a quando, e qui credo di aver commesso un errore, lo feci leggere a mio fratello Angelo… che ha iniziato subito a rompermi le scatole per una vera pubblicazione, con tanto di presentazione, tanto da “minacciarmi” di farlo anche senza il mio consenso.
– “Quindi fermarti a quell’anno è stata una scelta dovuta al fatto che fin lì i ricordi fossero meno alla portata di tutti…”
– “Più che altro è stata la curiosità… sapere chi mi aveva preceduto in questo lavoro, che facevano, come vestivano, ecc…, il tutto nacque da una vecchia foto degli anni 30… sicuramente è come dici tu… orgoglio… ma, per quanto mi riguarda, sono un po’ restio a queste forme pubbliche,… pensa, mi diletto in pittura sin da giovane e non ho mai fatto una mostra o venduto un mio dipinto…”
Dunque il testo si chiude con una rassegna fotografica dagli anni 50 ad oggi, foto che raccontano da sole un passato che come sempre torna a vivere nella memoria di tutti.
L’autore termina riportando un articolo di una collega di Battipaglia tal Morena Ascolese e leggendola mi ha colpita un suo ultimo pensiero che ho trovato adattabile molto più alle realtà delle grandi città piuttosto che alle piccole comunità come potrebbe essere Muro Lucano:
“Emerge una figura di Vigile Urbano sostanzialmente nuova e diversa, ricca di dinamismo, per certi aspetti anche mutante, pronta a seguire i nuovi modelli di sviluppo che la società contemporanea deve necessariamente darsi per camminare al passo coi tempi.”
Il testo dunque regala quella dignità propria dell’essere vigile urbano, almeno così io l’ho vissuto, perché la figura del vigile urbano visto come un nemico nella grande città, mantiene invece fra le pagine di Carlucci Pasqualino ancora il ruolo di amico al servizio del cittadino…
Il libro è stato presentato in data 18 giugno 2016 presso la Sala Consiliare del Comune di Muro Lucano.foto presentazionecarlucci

Barbara Filippone