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Tragedia annunciata

E davanti ad una tale tragedia dove accorato è il grido delle vittime nulla ha più senso.
E davanti a questi eventi ogni cosa perde senso….
una cena perde senso
una partita perde senso
un concerto perde senso….
La vita perde il suo senso!..
Ieri sera si è consumato un atto di guerra e davanti alla guerra una nazione, così come dichiarato da Hollande, deve prendere posizione, la posizione di un paese libero che parla al mondo intero perché il mondo intero resta ad ascoltare.
Un venerdì come tanti in cui si decide come trascorrerlo… 13 novembre 2015, una deflagrazione durante l’incontro di calcio Francia Germania lancia un campanellino d’allarme; qualcosa sta succedendo: 7 diversi luoghi della città di Parigi vengono assaliti da terroristi che minano la pace degli europei.
In pochi istanti il panico… nel frattempo il tam-tam mediatico prende corpo e noi spettatori attoniti restiamo ad ascoltare le notizie che vengono aggiornate istante per istante, ascoltiamo le interviste, gli inviati delle testate, testimonianze di chi è sfuggito all’inferno.

128 defunti e oltre 300 feriti questo il tragico bilancio della serata di ieri, così il 13 novembre verrà ricordato come la seconda più grave giornata, dopo l’11 settembre, in cui un paese europeo viene colpito al cuore della propria capitale.
Rabbia e dolore lasciano spazio necessariamente alla metabolizzazione di cosa si è appena subito…incredulo il popolo francese alza la testa e da bravi combattenti si rimboccano le mani con la forza di cui sono stati sempre provvisti. A metà mattina arriva la rivendicazione ufficiale dell’Isis: l’attentato a Parigi è da imputarsi allo Stato Islamico. A rilanciarlo il media di controllo sui gruppi jihadisti SITE.
La conferma era necessaria ma non indispensabile perché le modalità degli attacchi avevano dato esattamente l’impronta jihadista. Lacrime di dolore che nulla hanno a che fare col razzismo, con Allah , che hanno solo a che fare con la consapevolezza che da oggi qualcosa è cambiata per sempre. Parole che abbiamo proferito con l’abbattimento delle Torri Gemelle e che col tempo, nonostante l’allerta, nulla davvero è cambiato fra le fila di chi governa il mondo. Oggi accadrà la stessa cosa o Hollande manterrà la promessa che a caldo ha fatto ieri sera ai microfoni della stampa al mondo? “Le frontiere saranno chiuse, nessuno esca, nessuno entri”. Aspettiamo. Intanto le bombe francesi fanno il loro dovere sulla città di Raqqa una delle due capitali dell’Isis.
Da questo momento in poi una cosa è certa: siamo entrati in guerra! Una guerra diversa in cui l’evidenza della stessa non ha caratteristiche evidenti, non c’è un esercito che combatte bensì un esercito che da oggi vigilerà per garantire una libertà, quella stessa libertà, che ogni essere umano dovrebbe avere garantita. Forse siamo ancora dalla parte di chi si difende? In realtà in molti incitano all’attacco, al rastrellamento dei musulmani… non credo sia questa la soluzione, non si comprende di chi sia la colpa perché l’Europa come gli Stati Uniti non hanno certo una politica comune scevra da condizionamenti economici… un silenzio irreale oggi, come una preghiera che chiede aiuto al Dio che lacrima queste vittime, ed un altro, Allah, per il quale si giustificano i morti.
Intanto il web, Facebook per esempio, così come le grandi e piccole città si colorano con i colori della bandiera francese di bianco, rosso e blu… Ed il web, oltre che come luogo di solidarietà e di commemorazione, diventa il luogo dove dare sfogo alle proprie cattiverie e frustrazioni: si scatena la guerra a colpi di offese, stima o disprezzo per ciò che accade facendo affiorare sentimenti sopiti; buonisti che fino a ieri si dichiaravano tolleranti nei confronti del musulmano, e interventisti che vorrebbero una volta per tutte il rastrellamento dei territori arabi.
E alla fine di tutto ciò ci si chiede chi abbia veramente una coscienza in grado di riconoscere il bene dal male…
Barbara Filippone
articolo pubblicato sul numero di gennaio del Gazzettino Italaino patagonico
E davanti ad una tale tragedia dove accorato è il grido delle vittime nulla ha più senso.
E davanti a questi eventi ogni cosa perde senso….
una cena perde senso
una partita perde senso
un concerto perde senso….
La vita perde il suo senso!
Ieri sera si è consumato un atto di guerra e davanti alla guerra una nazione, così come dichiarato da Hollande, deve prendere posizione, la posizione di un paese libero che parla al mondo intero perché il mondo intero resta ad ascoltare.
Un venerdì come tanti in cui si decide come trascorrerlo… 13 novembre 2015, una deflagrazione durante l’incontro di calcio Francia Germania lancia un campanellino d’allarme; qualcosa sta succedendo: 7 diversi luoghi della città di Parigi vengono assaliti da terroristi che minano la pace degli europei.
In pochi istanti il panico… nel frattempo il tam-tam mediatico prende corpo e noi spettatori attoniti restiamo ad ascoltare le notizie che vengono aggiornate istante per istante, ascoltiamo le interviste, gli inviati delle testate, testimonianze di chi è sfuggito all’inferno.
128 defunti e oltre 300 feriti questo il tragico bilancio della serata di ieri, così il 13 novembre verrà ricordato come la seconda più grave giornata, dopo l’11 settembre, in cui un paese europeo viene colpito al cuore della propria capitale.
Rabbia e dolore lasciano spazio necessariamente alla metabolizzazione di cosa si è appena subito…incredulo il popolo francese alza la testa e da bravi combattenti si rimboccano le mani con la forza di cui sono stati sempre provvisti. A metà mattina arriva la rivendicazione ufficiale dell’Isis: l’attentato a Parigi è da imputarsi allo Stato Islamico. A rilanciarlo il media di controllo sui gruppi jihadisti SITE.
La conferma era necessaria ma non indispensabile perché le modalità degli attacchi avevano dato esattamente l’impronta jihadista. Lacrime di dolore che nulla hanno a che fare col razzismo, con Allah , che hanno solo a che fare con la consapevolezza che da oggi qualcosa è cambiata per sempre. Parole che abbiamo proferito con l’abbattimento delle Torri Gemelle e che col tempo, nonostante l’allerta, nulla davvero è cambiato fra le fila di chi governa il mondo. Oggi accadrà la stessa cosa o Hollande manterrà la promessa che a caldo ha fatto ieri sera ai microfoni della stampa al mondo? “Le frontiere saranno chiuse, nessuno esca, nessuno entri”. Aspettiamo. Intanto le bombe francesi fanno il loro dovere sulla città di Raqqa una delle due capitali dell’Isis.
Da questo momento in poi una cosa è certa: siamo entrati in guerra! Una guerra diversa in cui l’evidenza della stessa non ha caratteristiche evidenti, non c’è un esercito che combatte bensì un esercito che da oggi vigilerà per garantire una libertà, quella stessa libertà, che ogni essere umano dovrebbe avere garantita. Forse siamo ancora dalla parte di chi si difende? In realtà in molti incitano all’attacco, al rastrellamento dei musulmani… non credo sia questa la soluzione, non si comprende di chi sia la colpa perché l’Europa come gli Stati Uniti non hanno certo una politica comune scevra da condizionamenti economici… un silenzio irreale oggi, come una preghiera che chiede aiuto al Dio che lacrima queste vittime, ed un altro, Allah, per il quale si giustificano i morti.
Intanto il web, Facebook per esempio, così come le grandi e piccole città si colorano con i colori della bandiera francese di bianco, rosso e blu… Ed il web, oltre che come luogo di solidarietà e di commemorazione, diventa il luogo dove dare sfogo alle proprie cattiverie e frustrazioni: si scatena la guerra a colpi di offese, stima o disprezzo per ciò che accade facendo affiorare sentimenti sopiti; buonisti che fino a ieri si dichiaravano tolleranti nei confronti del musulmano, e interventisti che vorrebbero una volta per tutte il rastrellamento dei territori arabi.
E alla fine di tutto ciò ci si chiede chi abbia veramente una coscienza in grado di riconoscere il bene dal male…
Barbara Filippone
IMG-20151116-WA0006-1
Articolo pubblicato sul numero di gennaio del Gazzettino Italiano Patagonico
http://gazzettinopatagonico.blogspot.it/2016/02/tragedia-annunciata.html